Scorza di limone candita

Natale scorso eravamo a cena a casa di amici. Serata piacevole con i bambini che giocano e noi a tavola a parlare e bere.

A fine pasto mettono in tavola un bellissimo panettone e gl’infanti corrono a prendere il loro pezzo. Mio figlio guarda il suo e poi mi dice ridendo: “Ora ti imbocco… un pezzetto io ed uno te”, mi si siede in collo e stacca un pezzetto ficcandomelo in bocca.

Distratto dalle chiacchiere e forse dal vino lo lascio fare e mi ritrovo in bocca una massa di canditi. Ed io odio i canditi.

Anche quelli buoni per me sono cose orribili, schifezze immonde. Ma non voglio che  questa mia repulsione contagi anche mio figlio quindi l’ho lasciato fare felice ed io masticavo panettone con la stessa espressione di gatto Silvestro imboccato di fango dalla bambina.

Scorza di limone candita

Ma a volte sono necessari e me li preparo da solo, forse sono canditi o forse no. Ma a me piacciono così.

  • 2 limoni non trattati e dalla buccia spessa
  • 2 bicchieri di acqua
  • 4 o 5 cucchiai di zucchero semolato

Sbucciare i limoni con un pelapatate.

Con l’aiuto di un coltello a lama corta e flessibile ed un tagliere eliminare il più possibile la parte bianca.

Tagliare la buccia a striscioline sottili come nella foto.

Nel frattempo mettere a bollire l’acqua con lo zucchero e appena inizia a bollire spegnere il fuoco e gettateci le bucce.

Mettete a freddare in frigo coperto per una notte.

Il giorno dopo togliete tutte le bucce dall’acqua e mettetela a bollire e appena spicca il bollore spegnerla e rimettete le bucce.

Ancora una notte in frigo.

Il giorno dopo togliere nuovamente le bucce e far ridurre della metà lo sciroppo. Spegnere il fuoco e rimettere le bucce per una nuova ed ultima notte.

Io le adoro assieme al baccalà mantecato, ma stanno bene anche su pane burro e acciughe e penso, ancora non ho provato, assieme ad un risotto

P.S.: le bucce in foto hanno fatto soltanto due notti (la prima e l’ultima di quelle descritte sopra) che rimangono leggermente più agre

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