Due o tre settimane fa mia moglie si è alzata, di notte, urlando che era bloccata, che non riusciva più a muoversi. Uno dei muscoli principali che consentono il movimento della testa si era contratto in maniera potente.
Dopo un primo momento di paura abbiamo svegliato i nonni perché venissero a sorvegliare nostro figlio e siamo andati al pronto soccorso per far valutare la cosa.
Ne siamo usciti 4 ore più tardi con una diagnosi di contrattura potente, quattro giorni di riposo totale ed una lista sterminata di collari, creme, miorilassanti e antinfiammatori.
Riaccompagnata a casa sono uscito a comprare quanto segnato dalla gentile dottoressa dell’ospedale e, sulla via del ritorno, sono stato colto da una illuminante idea da medico medievale.
I dolori al collo si combattono introducendo nell’organismo del paziente alimenti provenienti dal collo di esseri prossimi all’uomo. E il maiale lo è.
Per 4 persone:
- 400 grammi di scamerrita tritata per il sugo
- 1 grossa cipolla
- rosmarino, tanto e legato a mazzetto
- 3 cucchiai di olio
- brodo vegetale
- sale
- pepe
La scamerrita è la parte del collo del maiale da cui poi si ricava il capocollo (la coppa). Sono i due muscoli che permettono al maiale di tirare su la testa. È molto saporita e grassa per questo dobbiamo usare poco olio.
Tritate finissima la cipolla e fatela appassire lentamente assieme all’olio e al mazzetto di rosmarino. Il mazzetto è fondamentale: le caratteristiche di questo sugo sono la dolcezza data da cipolle e quella naturale del maiale più la forte aromaticità data dall’erba.
Quando la cipolla sarà tenera e dolce aggiungete la carne tritata e portatela a cottura. Se si asciuga troppo aggiungete un poco di acqua o, meglio, brodo vegetale. Prima di cominciare ad aggiungere acqua però fatela rosolare bene a fuoco moderato.
Quando sarà quasi cotta regolate di sale e pepe ed eliminate il rosmarino.
Saltateci la pasta scolata molto al dente e finite la cottura con un po’ di acqua di cottura della pasta. Fuori dal fuoco mantecate con due cucchiai, non di più, di parmigiano grattugiato. Deve rimanere morbida, cremosa e affatto asciutta.