Tu esci tranquillo con la tua famiglia e l’imprevisto è dietro l’angolo. Un aperitivo, una domenica sera, e non c’è nessun altro. Qualcuno perché è in vacanza e fuori città altri perché son rientrati il giorno stesso e sono stanchi.
Bene, in questo modo avremo l’occasione per raccontarci un po’ di cose io e mia moglie, per ascoltare il bambino che ci racconta di cosa ha fatto e cosa vuol fare, per guardarlo correre e mangiare popcorn e ridere un poco prima che noi si torni al lavoro il giorno dopo.
Passa per caso una coppia di amici con la loro figlia, piccola anche lei come il nostro, e li salutiamo. Loro si fermano e si siedono e la fanno scendere dalle spalle del babbo che non ne può più di portarla. Due vodka-tonic ristoratori anche per loro che la serata è carica di umidità per colpa di nubi che arrivano da nord e tappano tutto.
Si boccheggia sotto una coperta d’acqua che sta per cadere; ci coprirà soltanto dopo tre ore trasformando la strada sotto casa in un torrente con nostro figlio eccitato perché “ora c’è l’acqua dentro alle caditoie”.
Esitano le nuvole come esita il mio amico. Al mio “C’è qualcosa che non va?” lui risponde con un mezzo sorriso “Se ne parla dopo”.
Allora la serata avrà un esito che non si limita al solito ristorante “Noi non abbiamo voglia di tornare a cena a casa. Si mangia qualcosa fuori?” e loro “Volentieri”.
Finire il vodka-tonic senza prenderne un altro è abbastanza triste e rende inutile il primo. Raddoppiamo parlando di vacanze e della festa di compleanno della bambina che faranno la prossima settimana. Di come sia faticoso fare il raccordo intorno a Milano per arrivare a nord con l’auto ma che alla fine per arrivare su dove devono andare è l’unica strada possibile.
Ci avviamo verso il posto che abbiamo scelto per cenare. “Sicuro hanno la trippa” mi dice lui.
Le donne sono più avanti che parlano e monitorano i bambini, noi una manciata di passi più dietro. “Allora che hai fatto?” dico e lui “Ah già! Ho trovato il tuo blog” e a me si contrae leggermente il perineo.
Faccio il finto tonto “Davvero?”.
Mi dice che cercava cose sull’Alessi, è lui che lo scoprì e sempre lui quello con cui abbiamo rifatto le cene, e ha trovato l’articolo in cui ne parlo. Chiama sua moglie e le dice “Leggi qui” e lei rimane sorpresa “Ma questo che ha fatto? Ha vissuto la nostra vita?” poi sfoglia il blog e comincia a fare uno più uno.
“Ma te volevi rimanere anonimo? Quanti lo sanno?”
“Adesso siamo in quattro”