Le melanzane a me non fanno impazzire, il trauma è dovuto ad una serie di cene negli anni ottanta a casa di una cugina di mia madre. La ripetitività del cibo, sempre la solita pasta. Penne con un sugo pastone di melanzane, peperoni, salamino piccante e olive dove la melanzana dominava incontrastata.
Dove per probabile inettitudine della cuoca o faciloneria le melanzane avevano mantenuto tutta la loro carica di amaro. “Mangia che sono buone” mi dicevano e io strozzavo qualche forchettata perchè non mi rompessero troppo le scatole e per potermi meritare uno di quei caprini sott’olio pieni di spezie della Coop che mi avrebbero ripulito la bocca. Cene di digiuno e di rancore. Verso le melanzane, la cugina di mia madre e i miei genitori.
Poi piano piano si comincia a mangiarle di nuovo, a prepararsele da solo. Prima fritte poi la caponata, sott’olio e come capitavano.
Per friggerle ve le propongo così, perderanno l’amaro e ricorderanno molto dei funghetti fritti. La parte sotto della cappella del porcino quando è spugnosa e viene cotta. Piccoli bocconcini un poco – lo so che non è bello da dirsi ma sono ottime – moccicosi.
Per quattro persone:
- 3 belle melanzane
- Farina
- Sale
- Olio per friggere
Mettere a bollire in una pentola tanta acqua che basti a contenere le tre melanzane fatte a pezzi.
Tagliare le melanzane, dopo averle lavate, a pezzetti irregolari grandi come una grossa noce.
Gettarli nell’acqua salata bollente e lasciarli bollire per circa 3 o 4 minuti.
Scolarle, farle intiepidire e strizzarle fortissimo. Sfilacciarle con le mani in modo da avere dei pezzetti irregolari abbastanza piccoli.
Da freddi infarinarli e, liberati dall’eccesso di farina, friggerli in abbondante olio bollente.
Asciugarli su carta assorbente e salare.